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Sviluppo delle imprese e patrimonializzazione per un credito più accessibile


antonio

Sviluppo delle imprese e patrimonializzazione per un credito più accessibile

Si parla tanto ma non si conclude niente. La piccola impresa abbandonata eppure rappresenta la parte più importante dell'economia del paese. Un esempio? Le banche, ma ce ne sono tante altri che purtroppo non fanno storia in un sistema abituato a tutto. Dividiamo due fasi: * la prima va dall'inizio anno. Zitti, zitti, hanno cominciato una azione aggirante aumentando interessi e costi; * la seconda: una marcia in più, in previsione del 50% da abbuonare alla grecia. E chi li paga? Ancora una volta, zitti zitti - quatti quatti, con uno stato assente, con il silenzio colpevole delle associazioni di categoria, sono arrivati a raddoppiare interessi e costi. E' un'azione distruggente del tessuto economico; é un'azione insensata nel momento in cui si dovrebbe sostenere l'impresa utilizzando la leva del credito agevolato e riduzione delle imposte; é un'azione dove la partecipazione dello stato é una vergogna, non sentita perché le vergogne sono tante. Proposta: un censore che severamente segue, passo passo, le azioni arroganti e prevaricatrice delle banche, e non solo. Lo so, chi è ben seduto e legge quello che propongo si fa una risata. Ed allora cosa ci rimane da fare? Niente, cerchiamo il clone di robespierre. Lui sa come risolvere il problema, con il popolo e per il popolo. E le imprese sono il popolo. Ecco, prima di entrare nel merito dello sviluppo e patrimonializzazione per un credito più accessibile, mettiamo ordine in casa di quelli che lo debbono erogare, e che pensano di farlo sempre seguendo il consiglio del grande impunito di pavia: metti 20 € per ogni conto corrente che non se ne accorge nessuno. siamo fermi ancora lì. Antonio